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Svein Olav Thunes ha commosso il suo pubblico con i suoi acquarelli e i critici sono stati unanimamente entusiasti per i suoi quadri caratterizzati da un rapporto intimo e affettuoso con la natura, sua fonte di ispirazione e in particolare dai paesaggi costieri che gli sono decisamente più affini.
Con le sue opere accompagna il pubblico alla scoperta della molteplicità dei colori e delle luci della natura, dei suoi contrasti e dei suoi movimenti; si dice che la componente estetica dei suoi lavori sia senza dubbio dominante, coscentemente applicata in ogni passaggio.
Svein Olav Thunes è nato a Bergen nel 1941 dove ha studiato presso la Scuola di Arti Applicate, oltre ad essere stato allievo dell’artista e illustratore Egil Thorin Næsheim.
L’artista ha anche compiuto numerosi soggiorni studio in Italia, Francia, Grecia e Danimarca oltre a periodi di studio immerso nei paesaggi norvegesi, in particolare le isole Lofoten che negli ultimi anni hanno rappresentato una delle mete privilegiate dei suoi viaggi. Infatti nella sua galleria d’arte potrai trovare, oltre a molto altro, una serie di quadri ispirati alle sue esperienze in quei luoghi.
Lui abito adesso per residenze in Tarquinia, Italia.
Inoltre ha insegnato presso la ”Oslo Tegne og Malerskole” (scuola osloense di disegno e pittura) e ”Friundervisning” sempre ad Oslo. Gestisce la ”Akvarellskolen” di Oslo, una scuola specializzata nell’insegnamento della pittura a acquarelli e in aggiunta organizza viaggi studio di pittura in Italia - cfr. le relative pagine web.
Thunes ha anche avuto importanti incarichi decorativi quali per esempio quello del centro cardiologico dell’ospedale nazionale a Oslo, per la Unitor ASA, la Gewa as, la Norkorn, la Fagerberg Norge as etc. oltre ad una serie di illustrazioni commissionate da varie aziende, istituzioni e case editrici.
Le organizzazioni di cui è membro sono le seguenti:
- ACCADEMIA ANTICO POGGIO, Italia.
- ITALART ASSOCIAZIONE CULTURALE
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In collegamento con la mostra Svein Olav Thunæs nel Galleri Aske, Oslo, Norvegia, scrive editore e critico d'arte Øistein Parmann:
Acquerelli di solito sono fatto in piccolo formato, per contenere casuale impulsi artistici che spesso si verificano. Thunaes è uno dei pochi che acquerelli master in grande formato, come nella serie dei suoi paesaggi di montagna di grandi dimensioni.
In questi, è stato saggio e ha mantenuto la mette in primo piano vero per la vita. Eppure, in altre opere, mostra che egli è capace di cambiare tutta la scena per soddisfare il suo scopo. Questa è una delle cose che danno il suo lavoro un carattere proprio.
C'è un clima di armonia e di equilibrio nel suo lavoro. L'artista sceglie spesso un paesaggio costiero, con orizzonte sereno del mare incontrano il cielo in lontananza. Eppure il primo piano è spesso familiare - a, alberi barca, scogliere. Lei è anche probabile che esista un elemento romantico qui - una donna che cammina su una spiaggia, o da qualcosa. Questo è più che uno specchio di un evento, il lavoro viene sollevato nel mondo dei sogni e simboli.
Un artista acquerello emozionante che ci auguriamo di vedere di più!
Svein Olav Thunæs, l’acquerellista delle infinite trasparenze di Simone Fappanni:
Una natura viva, pulsante, ammanta piacevolmente gli acquerelli di Svein Olav Thunæs. Questo raffinato artista norvegese, peraltro ottimo illustratore ed esperto decoratore, riesce a rendere, attraverso la poesia dell’acquerello, dei paesaggi permeati da una delicata armonia nella quale è facile e piacevole perdersi ad libitum.
Attraverso la purezza dei colori ad acqua, Svein Olav Thunæs definisce velature di soave intensità cromatica, fatte di pennellate attente ed efficaci, dove il pigmento non si frange in superflue dispersioni, ma segue il cammino dell’acqua scorrendo leggerissimo sulla carta, la cui pesantezza e consistenza viene attentamente scelta prima dell’esecuzione del lavoro, dalla quale il pittore trae una luce davvero particolare sulla quale è opportuno soffermarsi.
Essa, infatti, contribuisce, in maniera determinante, alla costituzione dell’opera, tanto che ogni riflesso e ogni riverbero, peraltro definito agili toccature e con setole particolarmente morbide, genera una sorta di osmosi centripeta che si avvale della lucentezza del pigmento ad acqua per calibrare e, parallelamente, modulare spazi e confini, non temendo eventuali esondazioni di colore, che vengono infatti ad essere parte fondamentale, fulcro dinamico verrebbe da dire, dell’intera opera.
Insomma, nessuna parte degli acquerelli di Svein Olav Thunæs nasce per mera casualità: tutto discende dalla passione dell’artista e da una tecnica pittorica continuamente studiata e approfondita, sondata nel profondo secondo una determinazione lodevole, che porta persino a esiti sperimentalisti di assoluto riguardo.
Ci riferiamo, ad esempio, ai pezzi dove si scorgono le Isole Lofoten, un paradiso naturale che questo eclettico autore riesce a rendere attraverso passaggi cromatici di intonazione meta-narrativa.
Merito, ne siamo certi, di una commistione, veramente rarissima da trovare, tra una concertazione di toni lividi e cupi, specie nella resa di particolari momenti aurorali o notturni, senza peraltro pervenire a incongruenti saturazioni, accanto a un altrettanto attento utilizzo di tinte più solari, come accade anche nella felice serie degli scorci italiani (ricordiamo, a memoria, gli scorci di Tarquinia, dove il maestro risiede, lavorando in un accogliente studio-atelier, e i tantissimi paesaggi toscani, colti anche nell’alternarsi ciclico delle stagioni e in determinate ore, oltre a innumerevoli altre vedute e alle figure umane), creando, in questo modo, un tracciato ideativo in grado di sostenere abili strutturazioni prospettiche.
Non a caso, infatti, gli acquerelli di Olav Thunæs ci conduco serenamente verso lo svelamento, e quasi certamente anche la “scoperta”, di sensazioni ed emozioni che nascono dal profondo, mediante il colore che si mischia nell’acqua facendosi una sorta di “linea ininterrotta” fra ciò che il pittore desidera comunicare e ciò che l’opera finita rappresenta, ovvero un “racconto per immagini”, tutte mentali – è giusto a nostro parere – sottolinearlo con forza e vigore – che risulta una delle modalità espressivo-stilistiche proprie soltanto in chi, come Svein, ha una straordinaria padronanza della tecnica dei colori ad acqua.
Onde, vento, marine, scorci che paiono nascere dal sogno e confluire in esso grazie alla loro purezza, che diventa realmente cristallina, sia nella accentazione dei colori primari che in quella dei complementari, con quel gusto, apprezzabile e condivisibile, per rendere unico e irripetibile anche ogni minimo dettaglio, trovando in esso il modo più idoneo per fare confluire la luce, introducendo anche, in maniera opportuna e mai meramente accessoria, la lavatura.
In questo modo, l’architettura visiva che ne esce, tutt’altro dall’essere una sorta di mosaico con tessere malamente avvicinate o, peggio ancora, distrattamente sovrapposte, risulta un’opera ricca di stimoli, visivi ed emotivi in primis, ma anche sonori, dato il ritmo, autenticamente musicale, che connota la scansione dei piani e delle tinte, scelte da Svein Olav Thunæs per eseguire, con trasporto senza fine, i suoi dipinti.
Per tutte queste ragioni pensiamo che Svein Olav Thunæs possa essere definito, a ragione, l’acquerellista delle infinite trasparenze.
Prof.Arch.Gianluigi Guarneri:
Privilegiando la tecnica dell'acquarello,l'artista norvegese Svein Olav Thunaes ricrea poeticamente il rapporto visionario tra uomo e natura.
Particolarmente sentiti dall'artista sono le personali interpretazioni del paesaggio norvegese,delle immacolate e desolate isole di Lofoten, controbilanciate dalle calde ed amene vedute del paesaggio italiano.
La bella mostra personale allestita presso la Galleria Immagini Spazio Arte di Cremona fino al 15 Marzo 2008,ci racconta la storia di un uomo dedito all'arte dalla tenera età di dodici anni.Il suo cammino figurativo attraversa notevoli sconvolgimenti artistici per donarci,dopo il trasferimento in Italia,nell'incantevole città di Tarquinia,contrastate visioni delle due realtà connotative che lo rappresentano. Come gli interpreti più raffinati dei romantici gran tour,crea una corrispondenza biunivoca tra le silenti immagini delle lontane isole norvegesi e le afose ed assolate interpretazioni panoramiche dell'Italia Centrale. Come due identità indissolubili di un'unica effervescente e dinamica personalità
le evocative tematiche pittoriche diventano linee forza di un solo cammino. Gestite con sapiente esecuzione tecnica,le immagini nordiche,appaiono come gemme incastonate sopra incantevoli ed idilliaci fondali.
Il paesaggio muta il suo aspetto,diviene un'entità innovativa,donando ai landscape una personificazione quasi umana.Montagne nel vento,che si perdono nel cielo glaciale,degradano vertiginosamente verso i fiordi,ci parlano,ci osservano,ci ascoltano,si fanno luce dopo le tremende tempeste di neve. Qui ,lontano da ogni cosa materica tutto diviene relativo,la luna d'estate ,il sole a mezzanotte,il buio che sembra non voler mai cedere alle prime luci dell'alba.
In questa dimensione incantata,carica di valenze mitologiche,i contrasti si fanno sensazioni,la poesia un tutt'uno con il gesto segnico,il tratto ,
la velatura.
I colori blu e le loro variazioni dominano incontrastati,le atmosfere sfumano verso un'impalpabile materialità.Il silenzio si fa colore puro nelle acquose e raffinate visioni ma sembra quasi lievitare verso calde tattilità mediterranee.
Il colore blu diviene sempre più tenue,mentre il giallo,il rosso,l'ocra diventano le terrose ed assolate prospettive della Toscana.Lontano il Mar Tirreno dona la sua dolce brezza verso le colline, muove le messi,riscalda i vigneti.Un silenzio diverso ,scarno arido,affascinante che l'artista riesce a cogliere nella sua essenza più profonda e spontanea.Le Stagioni Naturali diventano le Stagioni del Cuore,visioni assolute di un mondo immacolato,nel quale l'artista si rifugia e ne diviene il più autentico cantore.
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